Eboli una città simbolo dell’integrazione
19/01/2018
immagine news

«Se una città come Eboli, tra le più accoglienti in Campania, dove dall’inizio del nostro insediamento tutte le azioni di politiche sociali sono state informate ai temi dell’inclusione e dell’accoglienza dei minori stranieri, viene tacciata di insensibilità, allora deve scattare un allarme generalizzato per la disinformazione, che se interessata diventerebbe un fenomeno inquietante». E’ la risposta del sindaco di Eboli, Massimo Cariello, alle farneticanti posizioni espresse da settori ideologizzati dell’opinione pubblica, ancora legati alla cultura del nemico da colpire a tutti i costi, anche sfruttando la disperazione degli immigrati. «Basterebbe guardare alle iniziative sociali legate alla scuola - continua Cariello - per verificare come questa amministrazione sia sensibile ad integrare i minori stranieri e magari chiedere scusa alla città infangata con dichiarazioni irreali, intrise di odio». La reazione del primo cittadino consegue al tentativo di coinvolgere i minori in un’assurda polemica condita di ideologismo: «Per i bambini e per la famiglie con minori, italiani o stranieri, il nostro impegno è totalizzante. In due anni e mezzo abbiamo favorito i servizi all’infanzia, con progetti innovativi che favorissero integrazione e inclusione dei tanti minori stranieri. Eboli, in Campania, con il 14%, è seconda solo a Castelvolturno per presenza di stranieri residenti. Abbiamo aderito, come Comune e Piano di Zona, al progetto per l’intercultura, con coinvolgimento del MIUR e delle scuole del territorio, teso a sensibilizzare tutti ai temi dell’accoglienza». Nello specifico dell’accoglienza dei minori, il sindaco di Eboli chiarisce le confuse accuse delle ultime ore: «Abbiamo detto no ai bambini non accompagnati? Non è vero, abbiamo solo rifiutato che sul nostro territorio proliferassero centri di accoglienza che, come gestiti attualmente, non saremmo riusciti a controllare come vorremmo. Ricordo solo che tre delle quattro richieste pervenute riguardano adolescenti dai 13 ai 18 anni, con ipotesi di rimodulazione dell’accreditamento oltre i 18 anni. L’accoglienza ai minori è tema serio e delicato ed inserire nuovi riferimenti su un territorio già profondamente impegnato a risolvere i problemi di integrazione delle seconde generazioni avrebbe sortito effetti negativi, fino a mettere a rischio il delicato equilibrio sociale che stiamo tentando, con tutte le nostre forze, di tenere in piedi». Sul tema dei servizi per l’infanzia, anche per i minori stranieri, si sofferma l’assessore alle politiche sociali, Lazzaro Lenza: «Siamo partiti dalla primissima infanzia con l’istituzione di nidi e ludoteche gratuiti collocati in un quartiere ad alta prevalenza di disagio minorile; abbiamo finanziato servizi utili alla prevenzione dell’istituzionalizzazione e della dispersione scolastica, con metodologie diverse per ridurre al minimo le difficoltà di ambientamento e di integrazione dei piccoli. Inoltre, abbiamo colto con successo ogni occasione di finanziamento pubblico per alleviare le difficoltà delle mamme lavoratrici italiane e straniere, realizzando nelle aree a più alta prevalenza di immigrazione economica servizi per la mediazione culturale e linguistica».
Eboli, 19 gennaio 2018